Dear Mr, Spielberg

Created By: silvia
Last Modified: 10/03/06
Summary: A jetpak created on Tue, 03 Oct 2006 12:50:51 GMTLettera di Bordone a Spielberg
Caro Steven Spielberg, mi chiamo Matteo Bordone e sono nato nel 1974, un anno prima che lei trovasse con Lo squalo un successo e una popolarità planetari che non l’avrebbero mai abbandonata. Sono cresciuto guardando i suoi film.
...
Il successo avventuroso del momento è un film che si intitola Pirati dei caraibi - La maledizione del forziere fantasma
,
di cui certamente lei saprà anche più di me. Il film
è simile per genere (avventura), successo (blockbuster e
fenomeno pop) e ambientazione (antichità e misteri) alla sua
saga di Indiana Jones
. Il problema è che a differenza di quello che succede in tutti gli Indiana Jones
, in Pirati dei caraibi
gli attori recitano male, gli effetti speciali non sono credibili, la
storia non va da nessuna parte e, cosa ancora più grave, non
esistono emozioni. È tutto bello da vedere, ma senza un
batticuore che sia uno. Si sorride e anche poco. Ci si annoia
abbastanza. Si guarda l’orologio. Mai le mani davanti agli occhi,
mai tensione erotica tra i personaggi, mai quella vertigine vera di
quando i cattivi rischiano di fare fuori i buoni. Perché, altro
problema, i cattivi veri non ci sono. In questo film il cattivo
è un grosso polpo e nessuno piange mai, muoiono solo personaggi
sullo sfondo, non c’è niente di cui preoccuparsi. Nemmeno
la struttura classica del racconto, con l’avventura che si
complica e la soluzione intorno alla fine, è rispettata. Nessuno
si chiede il perché di niente. Qualsiasi emozione che abbia
anche solo un’elemento di incertezza o suspence, viene stemperata
da una gag, una battuta, un momento sdrammatizzante paradossale.
Così se ne va il dramma, cioè l’emozione, e ci si
ricorda che si sta vedendo solo un film e quindi non c’è
niente di serio per cui fibrillare. Ma noi paghiamo il biglietto
perché ci convincano che dobbiamo prenderci a cuore la vicenda
raccontata, non per sentirci dire: “Tranquillo, stiamo solo
scherzano per un paio d’ore”.
From:
http://www.freddynietzsche.com/2006/09/dear_mr_spielberg.php#

